26/04/2012
FESTE NAZIONALI… FESTE DELLA MEMORIA!
Questo mese la ricorrenza delle feste nazionali dei rispettivi paesi accomuna Senegalesi e Italiani nelle celebrazioni. Il 4 aprile, infatti, si è ricordato la proclamazione dell’indipendenza del Senegal dalla Francia avvenuta nel 1960, un evento festeggiato anche dai Senegalesi emigrati in tutto il mondo. Anche in Campania, dove tante e numerose sono le comunità di Senegalesi si è celebrata la festa.
In questo stesso mese, il 25, anche l’Italia celebra la sua festa nazionale, giorno in cui si fa memoria della presa di Milano, ultima roccaforte nazifascista, e della liberazione del paese dall’occupazione tedesca.
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27/03/2012
Italiani rinchiusi nei CIE? Succede... in Italia!
Chi nasce in Italia da genitori stranieri non diventa automaticamente cittadino italiano. La Legge attuale in materia di cittadinanza stabilisce un percorso lungo, tortuoso e non sempre a lieto fine. Infatti ben il 42% di coloro che nascono in Italia rimangono stranieri, e quindi legati ad un permesso di soggiorno, anche dopo aver compiuto 18 anni. Inoltre accade spesso - soprattutto ora, in tempo di crisi economica - che i genitori di questi ragazzi non riescano a rinnovare il permesso di soggiorno perché hanno perso il lavoro e non sono riusciti a trovarne un altro.
L’opinione pubblica ha cominciato ad interessarsi veramente del problema soltanto negli ultimi anni, grazie al lavoro di associazioni e sindacati dediti a ridurre il divario esistente tra i diritti dei migranti e quelli dei cittadini italiani. E' questo l'obiettivo della campagna “L’Italia sono anch’io” che ha mobilitato i cittadini per la presentazione di due leggi di iniziativa popolare su cittadinanza per chi nasce in Italia e diritto di voto alle elezioni amministrative per i residenti di lungo periodo; essa si è conclusa lo scorso 6 marzo con la consegna alla Camera dei Deputati dei moduli con le 215mila firme raccolte.
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08/03/2012
Voci di donne

Le origini della festa dell’8 marzo risalgono al 1908 quando a New York la operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni di lavoro a cui erano sottoposte. Dopo alcuni giorni il proprietario, Mr Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire l’uscita delle operaie e appiccò un incendio all’interno: morirono così le 129 lavoratrici, molte delle quali immigrate, tra cui anche italiane.
Negli ultimi anni la festa si è svuotata del significato originario e sempre più raramente è diventata occasione di riflessione sulla condizione femminile: le voci delle donne sono flebili e quelle delle immigrate, che subiscono una tripla discriminazione come donne, come appartenenti ad una minoranza etnica o nazionale e come lavoratrici, sono spesso spente.
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